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Loren, Sophia.

Pseudonimo di Sofia Villani Scicolone. Attrice cinematografica italiana. Di famiglia molto povera, crebbe a Pozzuoli insieme alla sorella Maria e alla madre Romilda Villani. Dotata di una bellezza prorompente, nel 1950 prese parte al concorso di Miss Italia, dove fu eletta Miss Eleganza. Successivamente apparve in fotoromanzi e in alcune pellicole cinematografiche, dove comparve in ruoli di secondo piano con lo pseudonimo di Sofia Lazzaro, affiancando inoltre Corrado nella conduzione del programma radiofonico Rosso e Nero. A 17 anni, sul set di Africa sotto i mari (1953) di Giovanni Roccardi, incontrò il produttore Carlo Ponti, suo futuro marito, che le offrì un contratto di sette anni con la Titanus. Ebbe così inizio la lunga e prestigiosa carriera cinematografica della L., che la vide dapprincipio interpretare la parte della popolana attraente e disinibita in pellicole quali Carosello napoletano (1953) di Ettore Giannini, L'oro di Napoli (1954) di Vittorio De Sica e La bella mugnaia (1955) di Mario Camerini. Meno incisiva fu in quegli stessi anni la sua interpretazione in La fortuna di essere donna (1955) di Alessandro Blasetti e in Il segno di Venere (1955) e Pane, amore e... (1955) di Dino Risi. Approdata a Hollywood nel 1956, prese parte a numerosi film di successo diretta da registi del calibro di Stanley Kramer (Orgoglio e passione, 1957), Martin Ritt (Orchidea nera, 1958, per cui vinse la Coppa Volpi), George Cukor (Il diavolo in calzoncini rosa, 1959), Sydney Lumet (Quel tipo di donna, 1959). Divenuta un'autentica icona del cinema italiano, ebbe la consacrazione internazionale con il Premio Oscar del 1961 per l'interpretazione del film La ciociara (1960) di De Sica, che le valse anche un Nastro d'Argento e una Palma d'Oro come migliore attrice al Festival di Cannes. Divisa tra Italia e Hollywood, negli anni successivi alternò produzioni commerciali per il grande pubblico e pellicole d'autore, tra cui: El Cid (1961) e La caduta dell'impero romano (1964) di Anthony Mann; Boccaccio '70 (1962), film a episodi diretto da Vittorio De Sica, Luchino Visconti, Federico Fellino e Mario Monicelli; Ieri, oggi, domani (1963), Matrimonio all'italiana (1964), I girasoli (1969), Il viaggio (1974) di Vittorio De Sica, regista con cui la L. girò complessivamente otto pellicole e con cui formò un ideale sodalizio, spesso completato dalla presenza di Marcello Mastroianni; Lady L (1965) di Peter Ustinov; Arabesque (1966) di Stanley Donen; La contessa di Hong Kong (1967) di Charlie Chaplin; C'era una volta (1967) di Francesco Rosi; La mortadella (1971) di Mario Monicelli; Bianco, rosso e... (1972) di Alberto Lattuada; L'accusa è violenza carnale e omicidio (1974) di André Cayatte; La pupa del gangster (1975) di Giorgio Capitani; Cassandra Crossing (1976) di George Pan Cosmatos; Angela - Il suo unico peccato era l'amore (1977) di Boris Sagal; Una giornata particolare (1977) di Ettore Scola; Fatto di sangue tra due uomini per causa di una vedova (si sospettano moventi politici) (1978) di Lina Wertmuller; Obiettivo "Brass" (1978) di John Hough; Bocca da fuoco (1979) di Michael Winner. Dagli anni Ottanta si ritirò parzialmente dai set cinematografici (interpretò solamente Qualcosa di biondo, 1984, di Maurizio Ponzi) e si dedicò prevalentemente a produzioni televisive, recitando nel film autobiografico Sophia: la sua storia (1980) di Mel Stuart, in Madre coraggio (1986) di Jeremy Paul Kagan e nel remake La ciociara (1989) di Dino Risi. Tornata sul grande schermo con Sabato, domenica e lunedì (1990) di Lina Wertmuller, nel 1994 prese parte alla pellicola di Robert Altman Pret-à-porter, in cui, a distanza di trent'anni, replicò con arguta ironia il celebre spogliarello per Marcello Mastroianni in Ieri, oggi e domani. Successivamente interpretò That's amore - Due improbabili seduttori (1995) di Howard Deutch, Soleil (1997) di Roger Hanin, Cuori estranei (2002) del figlio Edoardo Ponti, Peperoni ripieni e pesci in faccia (2004) di Lina Wertmuller. Per la televisione italiana recitò in Francesca e Nunziata (2001). Attrice dotata di grande talento, che nel tempo seppe mantenere intorno a sé l'aura della diva, negli anni Novanta ricevette numerosi riconoscimenti alla carriera (l'Oscar nel 1991, l'Orso d'Oro nel 1994, il Leone d'Oro e il Globo d'Oro nel 1998, il David di Donatello nel 1999), venendo inoltre insignita della Legion d'Onore (1991) e del titolo di Cavaliere della Repubblica (1997) (n. Roma 1934).
Un primo piano di Sophia Loren